Attrezzature- Autoclave

Sterilizzazione: processo chimico o fisico in grado di distruggere tutte le forme di microrganismi viventi (su materiali perfettamente asciutti) che si attua tramite:

  • Mezzi fisici: calore, filtrazione, radiazioni ionizzanti
  • Mezzi chimici disinfettanti
    Completa e radicale denaturazione delle proteine e del DNA o RNA microbico. Interferiscono con i processi vitali dei microrganismi in modo irreversibile e selettivo.

La sterilizzazione è un processo che comprende diverse fasi:

  • Raccolta;
  • Decontaminazione;
  • Lavaggio (manuale, automatico, ad ultrasuoni);
  • Risciacquo (acqua corrente e demineralizzata);
  • Asciugatura (pistole ad aria compressa);
  • Confezionamento;
  • Sterilizzazione;
  • Conservazione materiali      sterilizzati;

Per ogni fase è necessario indossare gli idonei DPI

STERILIZZAZIONE 

Procedura   fisica o chimica che distrugge tutti i microrganismi, incluso
un largo numero di spore batteriche   altamente resistenti

Metodi di sterilizzazione secondo   l’OMS

Metodi

Applicazioni

Raccomandazioni

Svantaggi

Agenti

Mezzi

T°C

Tempo

Calore a secco

Stufa a secco

160-180

130-180 min

Metallo, vetro, olio, talco

Frequenti controlli

Non adatto per i tessuti

Calore umido

Autoclave

121-134

20 min

Metallo, vetro, tessuti, gomma che   tollerino i 134°

Creare il vuoto prima della   partenza. Completa saturazione e perfetta asciugatura.

L’evacuazione dell’aria è difficile   se la pompa è inadeguata

Ossido di Etilene

Autoclave

20-60

Dipendente dal tipo di attrezzature

Oggetti che non  tollerino i 120° o l’eccessiva umidità

Impacchettamenti speciali. Aerazione   necessaria per oggetti di materiale assorbente. Controlli sui residui.

Gas tossico ed infiammabile

Formalina

Autoclave

60-80

Dipendente dal tipo di attrezzature

Oggetti che non  tollerino i 134°

Impacchettamento che permetta la   penetrazione di formalina

Poca capacità penetrante alla   umidità relativa: 90%

Raggi gamma

Acceleratore lineare di cobalto 60

Plastica prodotta in serie

Oggetti a perdere

Usati per prodotti industriali.   Risterilizzazioni problematiche

Autoclave

Caratteristiche tecniche 

  • Coperchio termoisolante;
  • Scaricamento automatico sul retro del vapore;
  • Istruzioni d’uso sul frontale;
  • Valvola automatica per una distribuzione uniforme      del vapore saturo;
  • Segnali di malfunzionamento;
  • Predisposizione per termosonda ai fini della validazione      ciclo;
  • Valvola per lo sfiato del vapore;
  • Requisiti e norme per la sicurezza (UNI EN 285).

 

L’allegato IV del D.Lgs.206/01 stabilisce che l’autoclave:

  • in      laboratorio a livello di contenimento 1 sia presente nel sito;
  • in un      livello di contenimento 2 sia presente nell’edificio;
  • in      livello di contenimento 3 sia sul piano in base a procedure convalidate      che consentano il trasferimento sicuro del materiale in un’autoclave al di      fuori del laboratorio e che forniscano un livello di protezione      equivalente;
  • in      un livello di contenimento 4 sia presente in laboratorio.

 

Esempi di autoclavi con caratteristiche diverse:

Autoclavi a dislocamento per gravità

Il vapore entra sotto pressione nella camera, sposta verso il basso l’aria più pesante, ed esce attraverso la valvola dello scarico, equipaggiata con filtro HEPA.

 

Autoclavi a prevuoto

Queste macchine permettono la rimozione di aria dalla camera prima di immettere vapore. L’aria viene evacuata attraverso una valvola dotata di filtro HEPA. Alla fine del ciclo, il vapore viene allontanato automaticamente. Queste autoclavi possono operare a 134°C, e di conseguenza il ciclo di sterilizzazione può essere ridotto a 3 minuti. Sono ideali per materiali porosi, ma non possono essere usate per trattare liquidi a causa della presenza del vuoto.

 

La sterilizzazione a vapore

Processo comprovato, rapido ed economico per uccidere microrganismi, mediante l'applicazione di calore umido (vapore saturo) sotto pressione. Il calore danneggia diverse strutture cellulari compresa la membrana citoplasmatica rendendo le cellule non vitali.

L’azione biocida deriva dall’ossidazione dei costituenti cellulari con denaturazione degli enzimi e delle strutture proteiche. La sensibilità al calore varia in rapporto al contenuto in H2O del materiale: più è alta la concentrazione di H2O, più i microrganismi risultano sensibili al calore.

Il tempo di sterilizzazione diminuisce con l’aumentare della temperatura.

Norme di riferimento per i processi di sterilizzazione con vapore saturo sono: EN554, EN 285.

 

PROCEDURE                                                                                       

Fasi del procedimento di sterilizzazione:

  • rimozione dell’aria dalla camera;
  • immissione del vapore;
  • raggiungimento della temperatura;
  • sterilizzazione;
  • asciugatura;
  • introduzione di aria pulita con      filtro HEPA.

 

Procedimento   di sterilizzazione

Calore   umido

Ciclo   121°C-1 atm Ciclo   134°C-2 atm
12 minuti   per la penetrazione del vapore 1 minuto   per la penetrazione del vapore
12 minuti   per la sterilizzazione 2 minuti   per la sterilizzazione
6 minuti   per il fattore di sicurezza 1 minuto   per il fattore di sicurezza
Totale 30 minuti Totale 4   minuti

Per un corretto uso dell’autoclave si raccomanda di seguire la seguente procedura:

  • Controllare il livello dell’acqua e, se necessario, ripristinarlo con acqua demineralizzata;
  • Inserire le bottiglie dei terreni da autoclavare      con i coperchi leggermente aperti;
  • Se possibile inserire il materiale da autoclavare      nell’apposito cestello;
  • I recipienti da autoclavare dovranno essere      muniti dell’apposito nastro per autoclave;
  • Fare attenzione che il coperchio sia ben      posizionato e che la valvola sia completa;
  • Chiudere bene a fondo la manopola del coperchio      dell’autoclave;
  • Far partire l’autoclave visualizzando l’aumento      della pressione sull’apposito manometro;
  • Controllare che non venga mai superata la      pressione di 1 atmosfera;
  • Se per caso l’acqua dovesse finire, cosa      avvertibile con l’assenza di sfiato, spegnere immediatamente l’autoclave;
  • Fare attenzione a non toccare l’autoclave      durante l’uso onde evitare gravi ustioni;
  • Una volta trascorso il tempo previsto per la      sterilizzazione spegnere l’autoclave;
  • Non aprire mai lo sfiato per accelerare il      raffreddamento;
  • Aprire l’autoclave solo quando il manometro è      arrivato a zero;
  • Fare attenzione al vapore quando si solleva il      coperchio;
  • Prelevare i campioni autoclavati con gli      appositi guanti, chiudere subito il coperchi e controllare il nastro da      autoclave;
  • Richiudere l’autoclave e staccare      l’interruttore;
  • Periodicamente, o quando si reputi necessario,      pulire l’autoclave.

 

Esempi di materiali che devono essere autoclavati prima dello smaltimento:

  • Colture e stock di agenti biologici infettivi;
  • Materiale e dispositivi connessi alla colture di materiale biologico e alla loro manipolazione;
  • Materiale solido contaminato (es. asciugamani di carta, stoffa, pipette, fiasche e contenitori, bottiglie piastre Petri e guanti).

 

Scarico sicuro dell’autoclave

A ciclo completo, attendere fino a quando il manometro della camera di pressione sia  zero prima di aprire l'autoclave.

Attendere alcuni minuti prima di rimuovere i sacchetti dalla autoclave per lasciar raffreddare ulteriormente eventuali liquidi o residui di agar fuso che possono essere fuoriusciti nel contenitore secondario durante il ciclo. Usare particolare cautela per contenitori che possono essere stati sotto pressione. Non porre in autoclave un contenitore di liquidi sigillato ciò potrebbe causare un'esplosione a causa di un eccesso di riscaldamento del liquido durante il ciclo o quando il contenitore viene aperto.

Buone pratiche di laboratorio

  • usare attrezzature di protezione individuale (DPI)
  • Guanti resistenti al calore per il carico e lo scarico dell’autoclave;
  • Guanti resistenti ai liquidi per eliminare il contatto con i rifiuti contaminati;
  • Camice;
  • Occhiali nel caso di pericolo di schizzi.
  •   Minimizzare la formazione di aerosol;
  •  Prevenire la fuoriuscita dei rifiuti in autoclave durante il carico e lo scarico;
  •  Prevenire le ustioni dovute alla manipolazione del materiale autoclavato;
  •  Attenersi alle procedure per la gestione di sversamenti.

 

Per una sterilizzazione efficiente è necessario:

1. un corretto imballaggio che assicuri che il vapore penetri nei rifiuti stessi considerata la relazione  che esiste tra la densità del carico e la penetrazione del vapore (sacchetti, confezionati al limite della loro capacità non saranno adeguatamente decontaminati in autoclave). Se sono utilizzati sacchetti in polipropilene devono essere lasciati aperti durante la sterilizzazione in autoclave poichè il polipropilene è impermeabile al vapore, e se il sacchetto fosse chiuso durante il processo di sterilizzazione, la temperatura interna del sacchetto non sarebbe sufficiente per la decontaminazione. Inoltre tali sacchetti devono essere messi in contenitori rigidi per evitare o contenere le fuoriuscite.

2. un corretto caricamento nella autoclave
E’ importante caricare correttamente l’ autoclave per consentire al vapore di circolare liberamente in tutta la camera e non sovraccaricare la camera con sacchetti che siano troppo grandi per la capacità dell’autoclave.

Oggetti puliti e contaminati possono essere sterilizzati nella stessa autoclave, ma non durante lo stesso ciclo perché necessitano di calore a  diversi tempi di esposizione.

Non mettere mai oggetti taglienti in un sacchetto di rischio biologico. Tutti i taglienti devono essere smaltiti in contenitori rigidi deputati, che saranno inceneriti.

 3. un corretto funzionamento autoclave

Annualmente è necessario effettuare un test di verifica per determinare il tempo, la pressione e la temperatura di sicurezza adeguate per decontaminare i rifiuti attraverso l'uso di un indicatore biologico (spore di Bacillus stearothermophilus), inattivato a 121° C. Per la prova, autoclavare fiale di B. stearothermophilus insieme con un carico di rifiuti. Al completamento del ciclo, incubare  le fiale per 48 ore, e gli eventuali segni di crescita osservati indicano che l’autoclave non sterilizza correttamente. Se ciò si verifica, l’autoclave deve essere ritestata per un ciclo di tempo che consenta una avvenuta decontaminazione.

 Possibili cause di fallimento della sterilizzazione

Dovuto a due fattori:

  •  Errori      dell’operatore:
  1.  -        uso improprio dei contenitori che bloccano l'accesso del vapore al materiale caricato;
  2. -        chiusura dei sacchetti di polipropilene;
  3. -        non aggiunta di acqua al carico prima di autoclavare;
  4. -        sacchetto di rifiuti troppo grande per l'autoclave;
  5. -        sacchetto eccessivamente riempito.

 

  • Avaria      meccanicaIn questo caso rivolgersi al servizio tecnico di manutenzione

 

Manutenzione

 È importante nell’uso di una autoclave non ignorare i segnali delle funzioni di controllo della sicurezza, se si sospetta un problema di performance contattare l’ assistenza tecnica.

I controlli dello stato di sicurezza devono essere effettuati dagli enti preposti secondo le disposizioni legislative vigenti.

Le autoclavi sono regolamentate dal R.D. 824/27, nell’art. 51 dove viene definito l’obbligo di denuncia per scoppi e gravi avarie entro le 24 ore all’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (ISPESL), inoltre è necessario richiedere al medesimo ente controlli periodici per le autoclavi di volume superiore ai 25 litri.

La taratura va effettuata almeno con frequenza annuale controllando la correlazione tra pressione e temperatura tramite un manometro campione certificato oppure deve essere realizzata da ditte specializzate che rilascino idoneo documento di avvenuta taratura.

 

La manutenzione richiede la valutazione di diversi parametri:

  • efficienza del termometro nelle condizioni operative.
    (Impostare la temperatura e il tempo di durata dei cicli richiesti e controllare che, quando l’autoclave è in pressione, il valore di temperatura sia conforme a quello riportato sulla tabella di correlazione pressione/temperatura del vapore saturo);
  • efficienza del blocco del portello nelle condizioni di esercizio.
    (Controllare che, quando è in corso il ciclo di sterilizzazione, il dispositivo di blocco del portello rimanga bloccato e il portello non si apra);
  • livello dell’acqua.
    (Prima dell’avvio di un ciclo di sterilizzazione controllare che il livello dell’acqua nell’autoclave sia compreso fra l’indice minimo e il massimo riportati sull’indicatore di livello);
  • funzionalità dello sfiato.
    (Mentre l’autoclave raggiunge la pressione di esercizio, verificare la tenuta delle valvole manuali di sfiato);
  • stato di conservazione della guarnizione del portello.
    (Verificare che non vi siano rotture, scorie o frammenti; lubrificare con grasso al silicone, evitare l’uso di prodotti chimici);
  • efficienza della valvola di sicurezza.
    (Impostare un valore di pressione superiore al valore indicato dall’indice rosso sul manometro e controllare che, prima di raggiungere tale valore, la valvola di sicurezza cominci a sfiatare);
  •  controllare - dispositivo elettronico di livello.
    (Mentre l’autoclave è in funzione, scaricare lentamente l’acqua aprendo il rubinetto di scarico e verificare che raggiunto il livello minimo intervenga l’allarme e si accenda la spia di segnalazione);
  •  efficienza dei processi di sterilizzazione.
    (Utilizzare indicatori biologici come strisce o ampolle di spore di Bacillus stearothermophilus normalmente disponibili in commercio).

Si consiglia di effettuare questo controllo con frequenza almeno mensile

• ispezionare la camera.
(Ispezionare l’interno della camera e del portello dell’autoclave per controllarne lo stato di  conservazione; pulire le superfici interne con detergente idoneo per superfici in acciaio rimuovendo eventuali residui e incrostazioni);

 

 

 

 

 

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