La valutazione della classe dell’impiego confinato

Elemento essenziale per la preparazione di una notifica di impiego è la valutazione della classe dell’impiego confinato che si intende eseguire (art. 5 del Direttiva 2009/41/CE). In analogia con i gruppi di rischio da 1 a 4 previsti dal D.Lgs. 81/2008, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono previste quattro classi di impiego, definite sulla base del livello di contenimento necessario a proteggere la salute umana e l’ambiente dai possibili rischi connessi con l’uso di un particolare MOGM.

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Il livello di contenimento adeguato a garantire la sicurezza determina la classe dell’impiego confinato

Le classi di impiego confinato sono il nuovo requisito introdotto dalla normativa sui MOGM. Queste 4 classi, correlate alle misure di contenimento e identificate attraverso un’adeguata valutazione del rischio, sono necessarie a controllarne il rischio. Le tappe procedurali che consentono di assegnare la classe d’impiego sono:

 

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Nella maggior parte dei casi le misure di contenimento necessarie a controllare il rischio e la classe di impiego che deve essere applicata sono le stesse.

 

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In alcuni casi le misure di contenimento per controllare il rischio possono consistere in un insieme di misure derivanti da due livelli differenti.

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La richiesta di applicare un contenimento più basso rispetto alla classe di impiego deve essere fatta dal notificante al momento della notifica, e un’adeguata valutazione del rischio deve essere effet­tuata per giustificare tale richiesta. Senza l’ autorizzazione dalla Autorità Competente e fino a quando non si ottiene, non si può applicare un livello di contenimento più basso della corrispondente classe di impiego.

 

Obiettivo primario è quindi selezionare le misure fisiche di contenimento e le procedure di sicurezza associate in base al livello di rischio per la salute umana e per l’ambiente.

Esempi di contenimenti misti autorizzati:

  • un impiego può richiedere un livello 2 di contenimento, ma (poiché si fa uso di patogeni delle piante presenti nei pressi dell’impianto) è necessario che il laboratorio si doti di flusso d’aria verso l’interno.
  • oppure, un impiego può necessitare di un livello di contenimento 3, ma dall’esame dettagliato della valutazione del rischio si può evidenziare che non è necessario che il laboratorio sia ad esempio sigillabile per la fumigazione.

È importante effettuare sempre una valutazione del rischio ambientale per cui potrebbe essere necessario adottare misure di contenimento addizionali.

Se la sperimentazione prevede di testare i MOGM in animali, il livello di contenimento applicato per gli stabulari deve essere corrispondente a quello adottato per i laboratori dove vengono prodotti i MOGM.

Considerando che i MOGM sono agenti biologici, in primo luogo è necessario adottare misure di prevenzione dell’esposizione. Ad esempio, è possibile prevenire l’esposizione:

  • eliminando l’uso di MOGM, a favore di tecniche alternative (es.: utilizzo di sonde geniche e prodotti di PCR);
  • sostituendo uno specifico MOGM con altri meno pericolosi.

Qualora questo non fosse realizzabile è necessario identificare altre misure che ne controllino l’esposizione. Ad esempio, per controllare l’esposizione:

  • disegnare il processo di lavoro e le misure di controllo ingegneristiche per evitare o minimizzare il rilascio di MOGM nei luoghi di lavoro; processi e sistemi di manipolazione totalmente chiusi ad es.: cappe di classe III, fermentatori chiusi; contenimento di aerosol; parziale chiusura con ventilazione locale ad es.: cappe di sicurezza microbiologica.
  • testare e mantenere le misure di controllo e le attrezzature;
  • fornire l’impianto di ventilazione, che può includere la pressione negativa;
  • tenere un registro dei lavoratori esposti;
  • effettuare operazioni di pulizia e servizi tecnici dopo che il personale autorizzato ne sia stato informato e che si sia provveduto a disinfettare le superfici del laboratorio;
  • ridurre il periodo di esposizione del lavoratore;
  • dotare l’operatore del dispositivi di protezione individuale;
  • usare misure di igiene per la prevenzione o riduzione del rilascio accidentale di MOGM dal luogo di lavoro:
    • disinfettare le superfici secondo procedure specifiche;
    • prevedere adeguate strutture per lavaggio, cambio e conservazione di vestiti, incluso sistemi per lavare i vestiti contaminati;
    • è vietato di mangiare, fumare etc.;
    • è vietato pipettare a bocca;
    • fornire i mezzi per una raccolta sicura, conservazione trattamento ed eliminazione dei rifiuti, incluso l’uso di contenitori sicuri ed identificabili (anche il livello minimo di contenimento richiede l’inattivazione dei rifiuti solidi e liquidi)
    • utilizzare sistemi sicuri per il trasporto di MOGM all’interno dei luoghi di lavoro;
    • elaborazione di piani di emergenza per eventuali incidenti con i MOGM;
  • monitorare (se necessario e tecnicamente possibile) la presenza di MOGM fuori dal contenimento fisico primario;
  • evitare l’uso di taglienti, eccetto se necessario, usare pipette in plastica o simili se indicato dalla valutazione del rischio;
  • esporre il segnale di rischio biologico;
  • se appropriato, effettuare le vaccinazioni necessarie.

Esempio di valutazione del rischio: impiego confinato di MOGM di classe 1

 

Descrizione del MOGM

Clonaggio di geni strutturali e non strutturali di Pseudomonas aeruginosa in E. coli XL-1-blue usando tecniche standard di biologia molecolare.

Scopo dell’uso confinato

Valutare la patogenicità di Pseudomonas aeruginosa.

PROCEDURA 1

Identificazione dei pericoli potenziali derivanti dall’impiego del MOGM

Organismo ricevente

L’organismo ricevente è E. coli XL-1-blue, disponibile in commercio, derivante da E. coli K12, che è usato ampiamente in molti laboratori di biologia molecolare. I ceppi derivati da K12 sono avirulenti e possono essere considerati equivalenti agli agenti biologici di gruppo 1 secondo la Direttiva 2000/54/CE in quanto sicuri per la salute umana e l’ambiente. Inoltre E. coli XL-1-blue non è in grado di sopravvivere fuori dalle condizioni di laboratorio.

Organismo donatore (dell’inserto)

L’organismo donatore è Pseudomonas aeruginosa, un agente opportunistico asporigeno, ubiquitario molto diffuso in natura e presente nella flora intestinale umana. Provoca frequentemente infezioni nosocomiali in soggetti debilitati o immunocompromessi. Secondo la Direttiva 2000/54/CE è classificato come appartenente al gruppo di rischio 2.

Inserto

L’inserto è costituito da sequenze di geni strutturali che non codificano per recettori transmembrana, proteine di membrana e proteine di legame. Le proteine codificate dall’inserto non sono coinvolte nella patogenicità ma hanno un ruolo nella fisiologia cellulare. Tali proteine saranno espresse ad alti livelli in E. coli per di permettere un’analisi funzionale.

Il vettore

I vettori usati sono commerciali, come il plasmide pUC derivato; non sono in grado di trasferire caratteristiche patogeniche in quanto non mobilizzabili poiché difettivi dei geni bom, mob e tra.

Il MOGM

L’organismo ospite appartiene alla classe 1. L’inserto e i geni espressi non sono in grado di alterare la patogenicità, la sopravvivenza, la fitness dell’organismo ricevente. Su queste basi il MOGM sembra incapace di causare malattie nell’uomo, piante, animali o effetti avversi nell’ambiente.

Il MOGM derivante presenta le seguenti caratteristiche:

  • organismo ospite appartiene alla classe 1;
  • inserto e geni espressi non sono considerati capaci di alterare la patogenicità, la sopravvi­venza, la fitness dell’organismo ricevente.

 

Da tali presupposti il MOGM sembra incapace di causare malattie nell’uomo, piante, animali o di determinare effetti avversi nell’ambiente, infatti:

 

  • considerazioni sulla salute umana
  • E. coli XL-1-blue (ricevente) non è in grado di causare malattie nell’uomo, piante, animali o determinare effetti avversi nell’ambiente.
  • La modificazione genetica non incrementa la possibilità del MOGM di causare malattie.
  • Non ci si aspetta nessun aumento né di patogenicità né di virulenza.
  • considerazioni ambientali
  • Il ricombinante E. coli sarà coltivato a volumi non superiori a 50 ml per volta.
  • Precauzioni saranno prese per evitare la formazione di aerosol ed eventuali perdite accidentali saranno trattate con l’uso di battericidi.
  • I rifiuti solidi contaminati (materiale plastico, carta bibula, piastre, etc), saranno raccolti ed autoclavati a 124°C per 35min.
  • L’autoclave è localizzata nell’edificio ed è sottoposta a controllo di validazione annuale.
  • I rifiuti liquidi (ad es. medium di coltura) saranno trattati con l’aggiunta di disinfettanti ad una concentrazione finale pari al 10% e dopo una incubazione overnight saranno smaltiti.

Poiché il MOGM risulta incapace di causare malattie nell’uomo, piante, animali o di determinare effetti avversi nell’ambiente, appartiene alla classe di impiego 1, per cui un livello di contenimento 1 è appropriato a proteggere la salute umana e l’ambiente.

Valutazione della possibilità che si verifichino effetti pericolosi

  • Natura delle attività

La modificazione genica si realizza attraverso tecniche standard di biologia molecolare che non comportano particolari rischi e che inoltre sono condotte in accordo con le procedure operative standard di sicurezza.

 Concentrazione e scala

E. coli XL-1-blue è coltivato in medium LB solido (10 capsule Petri alla volta) o in brodo LB al tipico volume di 50 ml o meno.

  • Condizioni di coltura

Il MOGM è incubato a 37°C per 24 ore, secondo i volumi sopra citati.

  • Ambiente potenzialmente esposto

Solo l’ambiente “laboratorio” è esposto e una particolare attenzione è rivolta ad assicurare che il MOGM sia contenuto e che le aree esterne al laboratorio non siano esposte. Inoltre il MOGM non sopravvive per un periodo significativo al di fuori delle opportune condizioni di laboratorio.

  • Presenza di specie suscettibili

Né uomo, né animali, né piante sono suscettibili a E. coli XL-1-blue e l’inserto e i prodotti genici non sono considerati pericolosi o capaci di alterare patogenicità, sopravvivenza e fitness del ricevente.

L’uomo, gli animali o le piante non sono suscettibili a E. coli XL-1-blue e l’inserto e i prodotti genici non sono considerati pericolosi o capaci di alterare patogenicità, sopravvi­venza e fitness del ricevente.

  • Se l’ambiente può favorire la sopravvivenza del MOGM

E. coli XL-1-blue è un ceppo difettivo e l’organismo non sopravvive nell’ambiente

  • Effetti sull’ambiente fisico

Poiché il MOGM è incapace di sopravvivere nessun effetto è atteso.

PROCEDURA 2

Determinazione della classificazione finale e delle misure di contenimento

E. coli XL-1-blue (ricevente) non è patogeno, ha una storia di sicurezza d’uso nei laboratori ed è classificato come appartenente alla classe 1. L’inserto, il vettore ed i prodotti genici non sono dannosi o in grado di alterare la patogenicità, la sopravvivenza e la fitness del ricevente.

Sulla base di questo il MOGM non presenta rischi per la salute dell’uomo, per le piante, per gli animali o determina effetti avversi nell’ambiente.

Quindi il livello di contenimento che deve essere applicato per controllare il rischio è il livello 1, lo stesso che viene applicato per E. coli XL-1-blue (non modificato).

L’impiego di tale MOGM è quindi classificato come Classe d’impiego 1

 

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